Curva Nord Milano 1969

Editoriale della Fanzine del Derby

Qui di seguito ci teniamo a riportarvi l'Editoriale della Fanzine del Derby di ieri sera:


LA DISCRIMINAZIONE COLPISCE ANCORA
Era nell’aria, è così è accaduto. Ecco nuovamente la Nord chiusa per due turni. Il problema è ben noto: cori contro i napoletani. Dal canto nostro, pur rammaricandocene, non abbiamo certo motivo di sentirci dalla parte del torto. Cori fatti, come sempre; la regola è quella e questa volta li han voluti sentire. D’altronde non è che potevamo cantare ‘O Sole mio’ per far contento Tosel.. E’ tifo, è lo sfottò di sempre. Vedremo cosa accade, ma di queste forme di discriminazione nei confronti del tifo ne abbiam le balle piene. Li provochiamo e loro ci puniscono. Ognuno per la sua strada. Senza piangerci addosso, perché sappiamo che la loro è una battaglia dai diversi fini. Non vogliono educare nessuno, non vogliono tutelare nessuno. Inventano regole, le interpretano a loro piacimento e poi colpiscono. Ci abbassassimo a capo chino a non cantare più contro Napoli ne inventerebbero altre. Fino a soffocarci del tutto. La strada è quella, ma noi non molliamo. Non sono i cori o la violenza a svuotare gli stadi, ma sono loro che stanno facendo sì che gli stadi si svuotino. L’ha capito Thohir, che è in Italia da qualche mese, fanno finta di non capirlo loro. Falsi come una birra analcolica. Dovrebbero vergognarsi delle loro finte morali. Tanto comandano le pay-tv. Mica balle. State sintonizzati, ne vedremo delle belle a Inter-Lazio

OSSESSIONI MEDIATICHE
Sarà che a noi del razzismo non ce ne frega un’emerita cippa, ma certi polveroni sono a dir poco strani. Stanno come i pazzi, vedono razzisti ovunque. Nel processo di radiamento della becera e spesso sana goliardia dagli stadi, assistiamo abbastanza straniti a quanto accaduto Dani Alves. Osservassimo la scena senza i media ad inculcarci nozioni ‘ad hoc’, ci saremmo limitati a plaudire il simpatico ed intelligente gesto del calciatore blaugrana a fronte del lancio di banana. Invece no, ci hanno subito detto che era razzismo, quando la popolazione del globo intero, fino a quel momento, aveva sempre visto la banana come simbolo fallico per eccellenza. Il mondo del calcio e del tifo hanno vissuto per anni con Banane giganti gonfiabili da esporre negli stadi, in segno di provocazione, sfottò.. da questo fine settimana invece abbiamo scoperto che questo è razzismo. Cantare ‘Milanista ciuccia la banana’, dobbiamo intenderlo come razzismo. La banana, si sdogana quindi dal mondo del porno (quante attrici infatti è una vita che sono solidali a Dani Alves, a differenza dei vari paladini dell’ultim’ora) per entrare prepotentemente nella casistica di razzismo (probabilmente solo se il giocatore in questione ha la pelle nera). Strano, ma comunque bisogna stare al passo coi tempi. Quindi, teste di Maiale si (vedi anni fa Figo, sempre in Spagna), banane no. Bottigliette forse si, panini non sappiamo.. Come da un episodio simpatico, non tanto per il gesto (condannabile se si vuole, come però andrebbero condannati tutti gli altri appunto), ma per la genialità di Dani Alves appunto, si tiri fuori una pappardella universale su un problema che forse esiste più nelle scervellotiche intuizioni dei potenti del calcio, che nelle teste di tutti noi, comuni mortali. Bianchi, neri o gialli che si sia. Aiuto! Faziosi.

Gira così. Quanto ci manca il calcio vero. Perdiamo pezzi. Se ne va un grandissimo, VUJADIN BOSKOV, uno che in questo calcio, con la sua geniale ironia, sarebbe stato squalificato per razzismo una domenica sì e l’altra pure, e ci ritroviamo i Prandelli.. Boskov non ha mai allenato l’Inter, anzi ha pure vinto uno scudetto con la Sampdoria che ci fa rodere ancora..ma lo spirito, la sagacia e la genuinità di quest’uomo sono per tutti noi un qualcosa di intramontabile. Fa ridere chi lo piange dimenticandosi che lui era tutto l’opposto di quello che loro decantano. Ipocriti, come sempre. Cade a pezzi tutto, noi lottiamo fino alla fine, mentre tutto si sgretola e gli altri inermi attendono l’inevitabile.. Ma noi lo facciamo per noi e per chi è venuto prima di noi ed ha reso grande e Vita questo Splendido ricordo di un mondo chiamato tifo. Lo facciamo perchè è giusto, noi non abbiamo né santi in paradiso né potenti che ci pagano. E da uomini LIBERI, abbiamo le nostre idee e le difendiamo.

VABBE’, STICAZZI, OGGI E’ DERBY
MILAN MERDA. Si può ancora dire? Giusto? ASFALTIAMOLI.


(Tratto dalla Fanzine di milan-Inter del 04.05.14)


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