Curva Nord Milano 1969

Estratto dalla fanzine di Inter-cesena sulla tessera

Qui di seguito vi riportiamo un estratto della fanzine distribuita prima di Inter-cesena:

 

"...

 

COSA SANCISCE LA TESSERA DEL TIFOSO?

La tessera del tifoso, garantisce, in maniera inequivocabile, la possibilità di acquistare tutti i biglietti degli incontri giocati dalla propria squadra sul territorio nazionale e di assistere quindi alle conseguenti partite.  Senza limitazioni, con la prerogativa di disporre il tifoso nel settore ospiti, nel caso di partite in trasferta.

All’estero non serve (è una travata bislacca solo italiana infatti, non riconosciuta a livello internazionale, ovviamente).

 

Dal sito del ministero degli interni:

“La "tessera del tifoso" è uno strumento di “fidelizzazione” adottato dalla società di calcio. Il progetto lanciato dall'Osservatorio si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”.

La tessera, rilasciata dalla società sportiva previo “nulla osta” della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi (Daspo in corso e condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni), fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa”.

Nella parte vantaggi, sempre dal sito del ministero sopracitato, troviamo scritto:

1. Agevola l’acquisto dei titoli di accesso: la tessera può servire per la lettura elettronica dei dati personali del titolare ed è utilizzabile dal rivenditore per verificare l’identità dell’acquirente.

2. Snellisce le procedure di accesso allo stadio: ogni impianto sportivo avrà corsie dedicate ai titolari della Tessera del Tifoso, la quale potrà essere utilizzata anche per verificare la corrispondenza della titolarità del biglietto con il portatore.

Riproponiamo poi, il punto 3, sempre dal ministero dell’Interno, come nella precedente fanzine:

3. Esenta dalle specifiche restrizioni che potrebbero essere imposte per motivi di ordine pubblico per le partite sia in casa che in trasferta. Questo vale per tutte le partite giocate in Italia.

4. Dà accesso a tutte le facilitazioni, privilegi e/o benefici che ciascuna Società sportiva proporrà ai propri clienti, previa esplicita adesione ai programmi/servizi forniti da Società Partner.

5. Rende il tifoso protagonista della propria sicurezza: con la tessera si entra in una comunità privilegiata di sostenitori ufficiali che aderisce ai valori dello sport e rivendica la passione per il calcio.

 

ENTRATA IN VIGORE:

“La tessera del tifoso è uno strumento di fidelizzazione adottato dalle società di calcio italiane, dopo l'emanazione, il 14 agosto 2009, di una direttiva del Ministro dell'Interno del quarto Governo BerlusconiRoberto Maroni, in cui si prevedono verifiche della Questura al fine di identificare i tifosi di una squadra calcistica o della Nazionale di calcio dell'Italia”(da Wikipedia)

Siamo nella stagione 2009/2010 quindi.

Sempre da Wikipedia: “In un primo momento si era pensato di attivare la tessera in maniera graduale, cominciando dalla stagione 2009-2010 e rendendola obbligatoria per le trasferte solo dal 1º gennaio 2010, dando così il tempo alle società di adeguarsi. All'inizio della stagione 2009-2010 solo due squadre erano dotate della tessera, l'Inter e il Milan”.

E poi, ancora: “Il 21 novembre 2009 il Ministro Maroni accoglie la richiesta delle società di perfezionare l'iniziativa rispondendo alle esigenze dei club: proroga, quindi, l'avvio della normativa fino all'inizio della stagione agonistica 2010-2011, così da avere l'adesione di tutte le società. Il 30 luglio 2010 Maroni ha firmato un protocollo d'intesa con Ferrovie dello Stato e Autogrill Spa per promuovere la tessera del tifoso, al fine di di procurare agevolazione ai tifosi che si sposteranno per raggiungere il luogo dell'incontro con uno sconto del 15% sul costo del biglietto ferroviario del 10% per le consumazioni nei ristoranti "Ciao".”

“Alcune partite vengono giocate comunque a porte chiuse negando l'accesso anche agli abbonati e a chi ha sottoscritto la tessera del tifoso, venendo a meno a una delle premesse della tessera. Il 21 giugno 2011, al Ministero dell'Interno, viene firmato il Protocollo d'Intesa tra il ministro Roberto Maroni e i presidenti di CONIFIGCSerie ASerie B e Lega Pro che introduce una serie di novità nell'applicazione della Tessera del Tifoso:

A. Trasferte e abbonamenti riservati unicamente ai possessori della Tessera del Tifoso;

B. Riqualificazione e ammodernamento dei settori riservati ai tifosi ospiti;

C. Apertura di un tavolo di confronto tra l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e rappresentanti delle tifoserie organizzate.”

 

Sono passati oramai 5 anni dall’introduzione della TDT. Un bilancio è doveroso.

Cioè:

‘SI E’ RIVELATA UNA CAGATA PAZZESCA’.

Inutile, fumo negli occhi, con il solo risultato di svuotare gli stadi.

Negarlo significa essere bugiardi. Essere in maladefe.

Chi va allo stadio, sa perfettamente che NESSUNO dei punti sopra elencati è mai stato minimamente applicato.

Non ha MAI agevolato l’ingresso allo stadio; non ha MAI snellito alcuna procedura di accesso allo stadio; limita gli accessi allo stadio; non da alcuna facilitazione, beneficio o privilegio sostanziale; non rende il tifoso protagonista di niente.

Doveva poi essere una Carta di Credito per andare allo stadio (proposta che nessuna società si è mai presa la briga di rendere tale), e MAI è servita a tale scopo. I tifosi non hanno mai avuto mezza agevolazione, neanche in autogrill. Nessuna promozione. Niente di niente.

Risultato? Ci carichi l’abbonamento e se ti va bene ci carichi il biglietto del derby in trasferta. Ma anche qui devi portare all’ingresso settemila scartoffie tra fogli e documenti.

Riassumendo: per entrare allo stadio prima bastava un biglietto. Ora serve documento d’identità, tessera del tifoso, biglietto, documenti cartacei vari nel caso di ipotetici cambi nome.

Insomma, quando andiamo a San Siro, i non abbonati, hanno il loro bel da fare nel mostrare tutti gli incartamenti necessari, con buona pace della velocizzazione e dei vantaggi.

Fa ridere ad uno che è abituato, ma di certo, chi si trova di fronte tanto burocrazia inutile, la prossima volta ci pensa bene prima di riprovare ad andare allo stadio.

Alla fine, a casa puoi vedere tutto, e costa pure molto meno.

 

Si perché lo stadio è diventato affare da ricchi. I popolari di un tempo, sono l’abbonamento alla pay-tv. Chi va allo stadio, ad esempio una famiglia, ci lascia buona parte di stipendio. È tutto sponsor, televisioni, e fanno finta di non vedere che senza tifosi allo stadio il calcio muore.

Sono gli affaristi che ci campano, sulla pelle di tutti noi.

 

Adesso però siamo arrivati proprio al limite.

Ed il ragionamento è molto semplice.

Va bene le finte promesse alle quali mai abbiamo creduto.

Ma, delle ultime tre trasferte, due ci sono state vietate per motivi di ordine pubblico.

Nonostante noi siamo regolarmente tesserati e quindi aventi diritto a qualsiasi tipo di biglietto.

 

ATALANTA INTER

F.C. Internazionale informa che la vendita del settore ospiti per Atalanta-Inter, gara in programma domenica 15 febbraio alle ore 15.00, è stata momentaneamente sospesa in base ad un'ordinanza emessa dal Prefetto di Bergamo. (dal sito dell’Inter, data 11.2; partita il 15.2).

Momentaneamente che è poi divenuto eterno.

Poi siamo andati a Cagliari di lunedì sera, e non ci hanno fatto andare a Napoli.

 

Si, nuovamente. Ancora a casa nonostante la TDT ‘doni’ il diritto inalienabile di seguire la propria squadra ovunque. Da tifoso ‘ufficiale’, privilegiato. E invece no, i residenti Lombardi, tessera o non tessera, a casa. Questa è discriminazione territoriale! Altro che tifosi facilitati e benefici.

 

 

Allora c’è qualcosa che non va. C’è qualcuno che non rispetta la Legge, e non siamo noi.

Cosa rimane di tutto questo discorso?

Cosa è in realtà la tessera del tifoso?

E’ una discriminante, superflua, inutile, affossatasi su se stessa a fronte delle continue mancanze attuative di progetto. Non combatte la violenza negli stadi, lascia a casa i tifosi. Tutto qua.

Però quando parlano degli stadi vuoti, il ragionamento che i media fanno è un altro.

Stadi vuoti per colpa della violenza. L’assioma, ridicolo, falso, comodo.

Nessuno vuole risolvere nulla in fatto di calcio, sicurezza e stadi vuoti. Semplicemente, ogni tanto gridano ‘al lupo! al lupo’, colpiscono (nell’oltre metà dei casi) innocenti, ghettizzano sempre più qualsiasi forma di tifo normale, popolare, e dicono che il calcio non rimarrà in mano ai teppisti.

Ed allora si inventano nuove forme repressive e discriminanti. Che colpiscono, chirurgicamente, non i colpevoli, ma i tifosi.

 

Tornando alla tessera, però, crediamo sia giunto il momento di dire basta.

Non per la tessera in sé, ma per la sua ipocrita finzione.

La tessera del tifoso, avrebbe senso se il giorno della partita io mi sveglio, carico il biglietto, ed entro allo stadio. Evitando biglietteria, code di ore e settemila documenti.

Avrebbe una sua logica se dopo 10 trasferte, l’undicesima, fosse gratis. Se, se, se..

Qua non è nulla di tutto questo.

Questo è lo specchio di questa nostra Italia, mille carte e burocrazia, con il solo risultato di confondere le idee, annebbiare le menti, e la prerogativa di non risolvere mai nulla.

 

Noi infatti adesso ci ribelliamo a tutte le bugie e falsità che ruotano intorno al discorso sicurezza negli stadi.

Non ci interessa il discorso della schedatura, nato non con la TDT, ma con i biglietti nominativi (anno 2005-2006).

Noi, siamo stati tra i primi ad accettarla. Perché siamo sempre stati fautori della logica alla base dell’essere Ultras. Andare ovunque la tua squadra giochi. Come si è sempre fatto.

Molte tifoserie, a differenza nostra, hanno abbandonato gli stadi, quantomeno le trasferte. Sono entrate nell’era della pay-tv (come tanti frequentatori della Nord che una trasferta nemmeno sanno cosa sia), si sono concentrate a dare medaglie al merito Ultras attraverso i social network, ‘insegnando’ chi è ultras e chi no (senza mai venire a Milano..).

Noi no, noi abbiamo deciso di esserci sempre. Sia nel 2005, che poi nel 2010.

Siamo sempre stati sulla strada, pronti a tenere alti i nostri colori a prescindere da chi ci si presentasse di fronte.

Dal di dentro, siamo stati tra i più agguerriti sostenitori dell’inutilità della tessera stessa.

Contro ogni logica e convenienza, abbiamo messo da parte i nostri diritti di cittadini, pur di seguire i nostri amati colori. Perché siamo Ultras. Perché siamo l’Inter. E l’Inter, senza di noi, non vince, non scende in campo. Questo è il bello di tifare, questa è la parte sana del calcio.

Chi crede, che attraverso la propria presenza e voce, la sua squadra possa vincere partite impossibili, compiere imprese memorabili, in una simbiosi totale che porta il tifoso ad essere un tutt’uno con la maglia che è in campo.

Tutto qua. Non salotto. Tifo vero. Emozioni.

 

..."

 

CN69

 

(Tratto dalla Fanzine di Inter-cesena del 15.03.2015)